PURTROPPO
Il tradimento del messaggio di Gesù da parte di Paolo e Pietro
La seconda zavorra che annebbia la figura di Gesù è costituita dalle "creazioni e fantasie" con cui la Chiesa, da Pietro ma soprattutto da Saulo di Tarso in poi, attraverso dogmi e mille altre imposizioni, ha ricaricato sulle spalle di Cristo tutto ciò che Lui aveva rifiutato e condannato della religione ebraica, a causa delle ipocrisie in essa contenute e idolatrate dai "sepolcri imbiancati" del tempio. In questo modo i riti ebraici con tutti i loro difetti, le loro assurdità e le loro superstizioni contaminarono la purezza del messaggio di Gesù fino a travisarne e stravolgerne il vero significato.
Si diffuse nel mondo di allora una nuova religione, il "CRISTIANESIMO", che, per volontà di Paolo, ereditò (nel bene ma soprattutto nel male) la zavorra dei riti e delle imposizioni "mafiose" degli "anziani" di Gerusalemme.

In realtà fu solo la prosecuzione della ormai morente religione ebraica, svuotata del suo potere temporale dal dominio dei romani e riempita con la nuova religione, ma quella di Paolo e non del Cristo. Ogni residua velleità di "grandeur" militare che gli ebrei vantavano in nome di un presunto Dio degli eserciti venne stroncata per sempre. Ma Paolo cercò un "riscatto" attraverso l'invenzione del "suo" cristianesimo.
Paolo, sfruttando la vita, il sacrificio e la morte di Cristo ed enfatizzando fino allo spergiuro la Sua resurrezione per dare un carisma divino alla predicazione (sua e non quella di Cristo), credette di recuperare la religione che a Gerusalemme gli era stata inculcata fino ad impregnare il suo DNA, sebbene avesse anche una cultura greco-romana.
E furbamente lo fece partendo proprio dalle comunità di ebrei "diasporate volontariamente" da secoli in tutto il bacino del Mediterraneo. E ci riuscì tanto bene da litigare con Pietro e con "gli anziani di Gerusalemme" con la scusa di portare il "messaggio di Gesù tra i gentili", ma tradì il messaggio d'amore che Gesù gli aveva insegnato:

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO

...è il comandamento, il messaggio, l'annuncio con cui Gesù ha finalmente cancellato ogni immagine del terribile Dio degli ebrei (quel Dio che avrebbe preteso da Abramo perfino il sacrificio dell'unico figlio).
Egli lo ha sostituito con un Dio in terra dall'infinita misericordia, con un Padre in cielo, innamorato dei propri figli.
Gli ebrei adoravano un Dio crudele che si erano creati volontariamente, tanto masochisti da inventarsi addirittura un peccato "originale"di cui Gesù non parlò mai nella Sua predicazione.
Paolo invece volle fare rivivere nel suo "cristianesimo" il peccato originale perché anche i novelli "cristiani" (forse sarebbe meglio chiamare i suoi discepoli i "neoisraeliti") soffrissero di una pena paurosa e umiliante, di una colpa non commessa, inesistente ed inventata unicamente per tenere gli uomini sottomessi e schiavi del nascente potere della nuova gerarchia sacerdotale.

Ma per nostra fortuna i VANGELI ci permettono di scoprire ancora il Cristo puro e vero (anche se infangato da tanti, troppi "aggiustamenti" dei testi da parte dei "maestri del falso" che nei secoli hanno profanato in tutti i modi il messaggio di Cristo).

"PURTROPPO" è il titolo prescelto per quest'opera per esprimere tutta la tristezza per come Gesù è stato tradito prima di tutto proprio dai discepoli più vicini a lui, dagli stessi testimoni che non hanno saputo proseguire sul luminoso cammino indicato dal Maestro.

"PURTROPPO" è un'analisi spietata delle contraddizioni e degli errori contenuti negli ATTI DEGLI APOSTOLI (scritti da Luca, un medico, allievo e discepolo di Paolo) e nelle LETTERE con cui lo stesso Paolo ci ha ampiamente documentato sulla sua frenetica attività di predicatore. La lettura critica dei testi è snella ed a volte anche impertinente ma sempre improntata alla serietà necessaria per affrontare testi così "incensati" dalla Chiesa.


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